Fermiamo l'offensiva mediatica
sabato, 29 aprile 2006
L'uomo a una dimensione è oramai una realtà. Il mercato senza regole ha trasformato il mondo in una giungla, nella quale, avvalendosi dello strumento mediatico per eccellenza, uomini ossessionati dalla cupidigia di potere si azzannano per guadagnare sempre più.
L'incessante bombardamento dei persuasori occulti assoldati dalla TV non ci dà il tempo di riflettere sul fatto che la brutalità del processo produttivo, per il quale si deve solo produrre e consumare, ha datto luogo alla disoccupazione di massa, alla precarietà della vita, all'indifferenza verso chi sta peggio di noi e all'angoscia esistenziale, di modo che continuiamo a sprofondare in uno stato di rassegnata aspettativa di un evento capace di prolungare all'infinito la situazione di finto benessere in cui viviamo.
Non cessiamo, pertanto, come cani che leccano la mano al padrone che li prende a calci, di guardare le telenovele che raccontano sempre la stessa storia, di affollare i supermercati alla ricerca delle solite merci, magari con etichette, forme e colori diversi, di appassionarci alle insulse vicende dei reality show e di fare le vacanze di massa, dalle quali torniamo ogni volta meno soddisfatti e con una taglia in più.
Plagiati dagli spot pubblicitari con cui le aziende cercano disperatamente di sbarazzarsi delle merci invedute, i giovani si sono convinti che, per contare in società, devono acquisire una serie di status symbol, come l'abito firmato, il superalcolico con lo stuzzichino, l'ostentata indifferenza nei confronti della collettività, con la conseguenza che la loro visione del mondo si fa ogni giorno più misera.
Non possiamo far finta di niente ancora per molto. Dobbiamo uscire dalla nostra ignavia, reagire a questa pulsione al quieto vivere che ci sta rovinando la vita. Ci dobbiamo rendere conto che ci hanno chiusi con le mani legate in un gabbia di luci, colori, musiche, slogan, menzogne, tecniche subliminali e immagini a doppio senso.
Il mercato senza regole è il nuovo dio e la TV è il suo profeta. Cacciamoli via e rimettiamo l'uomo, che la saggezza dei Greci riteneva misura di tutte le cose, al centro della società.
Postato da: trotzky alle ore 17:01 | commenti (7)
categoria: teledipendenza | link |
Hanno appena dichiarato non valida questa quarta votazione al senato. Le solite 5 schede bianche, una nullo.. e finalmente si è capito che si devev otare a maggioranza assoluta. E nel frattempo un casino e un vociare incivile. Un mercato del pesce, non un Parlamento. Ma che schifo. E' davvero indegno tutto ciò. Meno male che almeno hanno fatto una diretta praticamente non-stop.. chissà che serva ad aprire gli occhi su che vuol dire non aver avuto la possibilità di votare direttamente noi i nostriparlamentari, ma affidarci al maggioritario.. non è una dichiarazione politica questa, perchè veramente l'inciviltà in una sede come quella oltrepassa qualsivoglia fazione.
P.S. ..stasera alle Invasioni Barbariche di Daria Bignardi, c'era la figlia di Craxi.
Vorrei stendere un velo pietoso sulle sue dichiarazioni. Abbiamo un nuovo martire, lo sapevate?
Per chiunque voglia, si organizzano pellegrinaggi ad Hammamet.
Postato da: ornellina alle ore 00:46 | commenti (3)
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venerdì, 28 aprile 2006
Postato da: sarak alle ore 13:01 | commenti (7)
categoria: notizie tv, teledipendenza | link |
Seratona!!!!
Speravo di non doverne parlare, perchè in fondo è come sparare sulla croce rossa, ma l'attenzione dedicata a questa "trasmissione" mi sembra eccessiva.
Il "Grande Fratello" (quest'anno è la sesta edizione, poveri noi) è entrato nelle nostre tv costellate di Biagi e Costanzo circa sei anni fa, e da quel momento ha occupato ogni singolo momento delle esistenze degli "affezionati", i quali non hanno esitato un minuto nello stipulare dispendiosi contrattini con la cosiddetta pay-tv per poter seguire i ragazzi senza limitazioni di tempo. Anche se non mi reputo la persona adatta per giudicare i gusti televisivi di milioni di italiani, mi chiedo come si possa scegliere di annullare tutti i propri impegni per seguire la finale. Ieri mattina, un pò intimiditi dalle mie reazioni (che forse saranno esagerate, ma...) mi hanno telefonato tutti i partecipanti ad una cena che sto organizzando da marzo, per rimandare alla settimana successiva, e tutti hanno chiuso la conversazione con la frase "...ma la finale del Gf c'è solo stasera, possiamo uscire una sera qualsiasi di quelle a venire, anche la prossima settimana...". Non credo sia necessario commentare.
Postato da: MissMargot alle ore 12:15 | commenti (4)
categoria: teledipendenza | link |
mercoledì, 26 aprile 2006
Sì parlo proprio della trasmissione di rete 4. Se c'è una trasmissione taroccata questa è il massimo. Ma non è solo per questo che merita di essere citata tra la monnezza (spazzatura in romano) soprattutto per chi la conduce Santa Rita, folgorata sulla via di Arcore. Non perde occasione per parlare male della sinistra. Roma è la città peggio amministrata. Fa l'eco a Fido: “Ci vogliono mandare sul satellite”, (loro a noi ci manderebbero volentieri in “villeggiatura” forse a Ponza o in qualunque altra isola “de lí intorno, magara piú vicino o piú lontano” (C.Pascarella: Storia nostra). La signora si indigna di molte cose. Poi se due coniugi separandi litigano per degli oggetti di antiquariato che pur essendo di lei furono comprati da lui per “scaricare l'IVA” cioè per evadere il FISCO . Non si scandalizza la signora. Non si scandalizza il giudice di turno, non si scandalizzano gli spettatori. No! Discettano su chi ha ragione la moglie o il marito che palesemente sta facendo un dispetto alla povera coevasora. Pazienza poi i due “valletti” che di più non sanno!
Postato da: spartacusdue alle ore 18:13 | commenti (2)
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Questa TV ci ha trasformati tutti in “succhiasavonèa”. Perché, un po' come per “Guerre Stellari” chi è che non segue almeno per un periodo, prima di saturarsi, qualche “soap opera”? Tra queste c'è anche “Un posto al sole”. Ha un pregio: è fatto a Napoli, dunque bellissimi panorami del golfo e poi nella grande crisi in cui il governo di destra ha gettato il cinema italiano (che poi magari produce un “CAIMANO”!), ecco lavorare molti attori e molti tecnici. Per il resto i meccanismi sono pari pari quelli delle serie americane. Meno ipocrita di Beautiful (una massa di esseri incrociati, divorziati accoppiati e riscoppiati sempre fra loro ma... la famiglia! Sembrano i politici della destra tipo Casini p.e.). Insomma più vicino agli usi e consumi italiani...
Il problema è quanto renda teledipendente il povero spettatore e quanto una persona così “drogata” possa ritenere “normalità” (con tutti i limiti di questo concetto) quello che accade nel video. Poi magari qualche sociologo potrà spiegarci da dove arrivano tanti voti ad un partito che senza volerlo nominare è ugualmente mediatico, senza congressi (inutili discussioni?), senza democrazia interna, ma come per la “Forester” con un Padre coglione!
La savonèa è (cito dal vocabolario romanesco belliano di Gennaro Vaccaro): “(lat. Sapo, -onis, attrav. franc. Savon) n.f. Latte di mandorle us. come medicamento rinfrescante per i bambini.” Ovvero una specie di purga.
Postato da: spartacusdue alle ore 18:12 | commenti
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martedì, 25 aprile 2006
L'idea di trasmettere a distanza immagini trasformate in segnale elettrico fu nel 1842 di un inventore scozzese, Alexander Bain. Ma bisogna dire che alla realizzazione della televisione si è arrivati attraverso una serie di piccoli passi, tutti egualmente significativi. La prima data da citare è il 1876: in quell'anno, il fisico tedesco Eugen Goldstein scoprì che in un tubo a vuoto (cioè un tubo di vetro svuotato dall'aria, nel quale le due estremità erano a un diverso potenziale elettrico) scorreva un flusso di radiazioni che andava dal polo negativo ("catodo") a quello positivo ("anodo"). Quelle radiazioni , che nel punto di arrivo generavano un fenomeno di fluorescenza, furono chiamate da Goldstein "raggi catodici". Poi, nel 1888, il tedesco Heinrich Hertz scoprì le radioonde. Nel 1894 l'italiano Guglielmo Marconi scoprì che un lungo filo verticale collegato a un ricevitore di radioonde rendeva i segnali molto più forti e chiari: era stata inventata l'antenna. Nel 1906 il fisico americano Reginald Fessenden realizzò la prima trasmissione radio a modulazione di ampiezza, e nel 1919 Edwin Armstrong costruì un più efficente ricevitore che negli anni Venti permise di dare il via alle trasmissioni radio pubbliche. Nel frattempo, era stato scoperto che un fascio di raggi catodici modulato da un campo magnetico poteva "dipingere" un'immagine su uno schermo. Nel 1923 l'inglese John Baird realizzò il primo impianto televisivo: sei anni dopo la BBC iniziò le trasmissioni. La prima telecamera vera e propria venne inventata nel 1934, mentre la prima trasmissione a colori venne realizzata nel 1953, negli Stati Uniti.

Postato da: ecko alle ore 19:16 | commenti (1)
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