sabato, 09 settembre 2006
E tutti se ne appropriano! Gli epuratori di ieri, oggi strepitano per possibili epurazioni. L'impudenza è infinita. Cerchiamo di vedere cos'è la RAI e cosa sarebbe auspicabile fosse: oggi la TV “pubblica” è un insieme di tre reti strettamente commerciali da cui le “leggi” imposte dal mercato pubblicitario; c'è audience? Se sì si continua, anche con programmi spazzatura, altrimenti no, anche se i programmi da interrompere hanno un ottimo contenuto culturale. Per questo, scadente, servizio si paga un canone, che in parte è rappresentato da tasse erariali per cui è impossibile evitarlo. Altrove abbiamo visto che, attraverso l'ingolfamento pubblicitario, paghiamo il canone sotto diverso aspetto anche a Mediaset . Questa all'incirca la situazione. Poi entrano in gioco politica e partiti. Da sempre la TV è stata “lottizzata”, io che ho pochi capelli, ma bianchi, ricordo perfettamente che il terzo canale fu introdotto per dare una voce alla sinistra: primo canale alla DC, secondo canale al PSI e il terzo al PCI. Almeno grossomodo. Da sempre, poi, si sono avute varie trasversalità ed osmosi tra i tre canali. Qualcuno dirà che la TV commerciale, al contrario, non è politicizzata. Io direi più propriamente che non è lottizzata, essendo di un unico proprietario che, guarda caso, possiede anche un partito politico! E non mi si venga a dire che personaggi come Fede, Del Debbio o Giordano (nulla a che vedere con il segretario del PRC!), siano candide mammolette che non si occupano dei fare attivamente politica. E, nel passato, abbiamo visto anche personaggi dello spettacolo dalla Zanicchi alla Mondaini, per tacere di Rita Dalla Chiesa, fare apertamente appelli politici a favore del loro datore di lavoro. Almeno nella TV pubblica la politica e la propaganda viene fatta dai commentatori, appunto politici. Come risolvere, o almeno come mi piacerebbe che si risolvesse questo nodo gordiano? Intanto, in una fase transitoria di un'auspicabile riforma (per pietà abolite la Gasparri!), è indubbio che i direttori dei TG debbano essere scelti, dal CdA, ma su indicazione dell'azionista di riferimento. Per cui via, non dalla RAI e dal video, come fece la passata maggioranza, Mimun e Mazza. Nuove professionalità, esterne o, ancor meglio, interne all'azienda. Limitare lo strapotere di Bruno Vespa, poiché se si fa passare per fazioso Santoro non si può far credere che Vespa sia obiettivo! Ma è la riforma che deve far piazza pulita di certi sistemi. A mio giudizio nessun operatore del settore dovrà poter avere più di due canali. Per porre in parità gli operatori, nessun canone per i due canali RAI, commercializzati e dunque autofinanziati dalla pubblicità. Il servizio pubblico reso da un solo canale, con abbonamento ma assolutamente privo di pubblicità. In tal modo non ci sarà neanche un danno erariale. Per alcuni avvenimenti, nelle concessioni si potrà inserire la possibilità che tutti i canali dovranno e potranno essere utilizzati a reti unificate per motivi legati alla politica nazionale, esempio, come già avviene, il messaggio di fine anno del Capo dello Stato. In tal modo i cittadini avranno un servizio e al tempo stesso la possibilità di fare lo zapping tra le varie offerte. E qui si dovrà inserire qualche clausola che impedisca l'appropriazione del canale pubblico da parte della coalizione o del partito al governo. Abbiamo fior di giuristi e non dovrebbe essere impossibile regolare questi aspetti.
Postato da: spartacusdue alle ore 11:03 | commenti (1)
categoria: pubblicitĂ , lottizzazione, liberalizzazione, tv commerciale | link |