Rubiamo e Ridiamo

domenica, 01 luglio 2007

Questa la notizia Ansa: GENOVA, 27 GIU - Il titolare del distributore dimentica di chiudere l'erogatore che blocca il flusso del carburante alla pompa e la benzina va a ruba. La notizia si sparge e i serbatoi vengono prosciugati dagli automobilisti fino all'arrivo della polizia, allertata da alcuni residenti insospettiti dalla fila di auto. E' accaduto a Genova, nel ponente cittadino. Accortisi del disservizio, in tanti ne hanno approfittato facendo il pieno gratis. Ancora da calcolare i danni.

Nell'edizione delle 12.00 di Studio Aperto, va in onda la notizia... con un'allegra musica folkloristica il giornalista racconta come tramite un passaparola, gli abitanti del luogo hanno svuotato i serbatoi del distributore, provocando oltre 1.000 euro di danni al benzinaio. Il servizio mostra poi l'intervista a una persona del posto che sorridendo racconta il "curioso" episodio. In tutto questo, non una parola contro chi appunto, a RUBATO la benzina. Anzi, i "furbi" vengono quasi inneggiati. Se qualche persona onesta avesse chiamato il benzinaio per avvertirlo della dimenticanza, si sarebbe sicuramente creato un caso... perchè qui in Italia ormai, rubare è diventata la normalità, e non solo, ora è anche divertente raccontarlo.

Postato da: ecko alle ore 12:22 | commenti
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LA GRANDE SORELLASTRA

venerdì, 28 aprile 2006

La mia splendida nipotina ha poco più di un anno. Ha una verve eccezionale, è furba, fanatica, un sorriso fantastico e le stelline agli occhi cerulei. A parte queste belle cose che per uno zio è più che scontato notare, lei ha una passione ipnotica per la musica e la pubblicità in televisione. E’ incredibile: appena ascolta un jingle in tv, si gira di scatto e rimane immobile con gli occhi fissi a guardare lo schermo. Impossibile distrarla in alcun modo: si stacca automaticamente alla fine del bombardamento mediatico. Un pericolo? “Ma… è solo una piccolina - mi dicono - ecco, lei è innamorata della musica, ha un’attenzione aperta alle informazioni ed alle novità… è normale insomma che rimanga attratta dalla scatola magica”. D’accordo, mi dico, ci posso anche stare. In fondo è piccola e non percepisce le stupidità o il pericolo, e poi si tratta veramente di qualche minutino al giorno… è inutile stare a filosofeggiare sulla società dell’immagine.

Mi viene una curiosità però. Certo che in questi anni ho studiato molto sulla pervasività dell’immagine nella società odierna, sugli studi che si effettuano per la creazione pubblicitaria, ecc… Però voglio informarmi ulteriormente su questo fenomeno, voglio sapere se ci sono nuovi studi a proposito, perché se i bambini restano ipnotizzati vuol dire che nel cervello di noi adulti avviene subdolamente la stessa cosa… E perché avviene?

Mi do alle ricerche e subito trovo qualcosa di interessante che, ammetto, non conoscevo.

La fonte è un mensile che si chiama “Scientific American” . Secondo una ricerca di due studiosi di psicologia e comunicazione, Robert Kubey e Mihaly Csikszentmihalyi, il fascino ipnotico ed irresistibile della televisione sta quasi tutto nel mezzo e non nel messaggio che invia. Nel mezzo… d’accordo: il confezionamento ovviamente, ma questo già era chiaro. Il movimento, gli stacchi, le zoomate, le panoramiche, la musica, sarebbe ciò insomma che ci costringe a guardare uno schermo tv anche quando non vorremmo farlo. Secondo questi ricercatori alla base di tutto questo c’è l’orienting response, ossia la reazione istintiva dei mammiferi ad ogni stimolo improvviso. Sarebbe ciò allora? Un retaggio delle nostre radici animalesche? Praticamente un’eredità biologica di quando somigliavamo maggiormente alle scimmie e ci dovevamo parare il culo contro probabili predatori: un’innata ed istintiva sensibilità al movimento, che fa scattare una fase di allerta durante la quale raccogliamo più informazioni possibili dall’ambiente che ci circonda. Una bestia in vedetta insomma. Pian piano riesco a raffigurarmi il tutto: vedo la mia nipotina come una scimmietta (bellissima ovviamente!) su un ramo di un albero, che avverte un rumore improvviso, si volta e rimane attenta ed immobile a seguire ogni movimento ed ogni suono dell’oggetto invadente. Ci siamo, il pericolo è avvistato e, forse, catalogato (magari!). Come ci spiega l’etologia: una risposta difensiva di potenziali predati è, oltre al mimetismo e prima della fuga, l'immobilità estrema. Così la mia piccola attua questa prima via: rimane immobile. Lei è una dritta… non scappa! I due ricercatori continuano col spiegare che il mezzo televisivo attiva l'orienting response indipendentemente dai programmi che trasmette (capito!?), perché esso ha immagini in movimento, compaiono suoni improvvisi, mutano le inquadrature.

Che roba! Ciò che farebbe stare quindi incollati milioni di spettatori, sovente fino a farli addormentare, “prigionieri” di un mix di rilassatezza e tensione, è lo stimolo di un ancestrale retaggio del nostro passato da scimmie. E ciò spiegherebbe anche il perché il fenomeno è più osservabile nei bambini, più istintivi, piuttosto che negli adulti, più assuefatti.

Certo che scappare dall’ipnosi è possibile se ovviamente si evita di guardare e farsi sorprendere dal “mezzo”, ma provate a stare in una stanza, o in un locale, o dove altro vi pare con uno schermo acceso: impossibile non andare a soffermarsi almeno per un po’ con lo sguardo, impossibile non rimanere almeno per un attimo ipnotizzati. Certo è anche che abbiamo catalogato ormai un certo numero di informazioni, che fortunatamente ci fanno riconoscere ed accertare il pericolo e le estreme cazzate in un battibaleno, così da scegliere per ultimo “la fuga”. In questo caso sì, davanti al nemico è meglio scappare. La mia cuccioletta un giorno capirà… è solo questione di esperienza. 

 

Altre Note:                                                                                                                 

Il professor Robert Kubey afferma anche che:

  • A parte dormire, guardare la TV è l’attività cui dedichiamo più tempo quando siamo tra le pareti domestiche, spesso come surrogato della socializzazione.

  • Chi più è frustrato durante il giorno dal lavoro più a lungo rimarrà appiccicato al televisore di notte.

  • Rimanere troppe ore davanti al teleschermo può alterare lo stato di coscienza: un fenomeno detto “inerzia dell’attenzione” (riduzione dell’attività cerebrale nella parte inferiore del cervello), che rende difficile spegnere la TV.

  • Più è notte fonda, più la gente è recettiva alle stranezze… e guarda caso dopo mezzanotte la maggior parte delle televisioni ci bombardano di merda, chiappe al vento e pubblicità oceaniche.

E allora grazie… grazie per il rispetto che avete della nostra intelligenza.

Postato da: sarak alle ore 13:01 | commenti (7)
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Enzo Biagi lascia la tv

lunedì, 24 aprile 2006

Non è una certezza, ma una forte probabilità. Enzo Biagi non tornerà più in televisione. Lo ha annunciato lui stesso durante la registrazione del programma di Fabio Fazio Che tempo che fa, di cui era ospite. "Io - spiega il giornalista - considero una certa epoca conclusa e non mi sento un uomo per tutte le stagioni. Devo molto alla Rai e per questo la ringrazio, ma considero anche che non sarei adatto ai tipi di programmi che mi piacerebbe fare".

Lui che ha "la tendenza di fare una televisione non di Stato" non sarebbe adatto ora che c'è qualcuno che "fa una televisione governativa interpretando quelli che pensa siano i sentimenti e i desideri del potere". Quello di cui il celebre giornalista sente la mancanza, infatti, è un programma capace di raccontare gli italiani, di raccontare "come ce la fa un pensionato o che prospettive ha un giovane". Fabio Fazio suggerisce che proprio per questo dovrebbe tornare in tv, ma lui replica: "Io non sono onnipotente, sono solo un vecchio cronista che ama il suo Paese".

Poi parla di Prodi, di cui ammette di essere amico: "Il mio pensiero, la mia speranza - dice - è che il suo governo duri molto, prima di tutto perché è un uomo di grandissima levatura, non ha interessi fuori dai suoi studi, ha una reputazione internazionale. Quando va in giro per il mondo ci rappresenta con dignità e mi piacerebbe che il mio Paese fosse governato solo da uomini di peso". (fonte: tgcom.it)

 

Postato da: ecko alle ore 13:41 | commenti (2)
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Spot obbligatori negli Usa

venerdì, 21 aprile 2006

Cambiare canale quando c'è la pubblicità? Negli Usa, sui televisori Philips, presto non sarà più possibile. E' questa la rivoluzione annunciata dalla filiale americana del colosso olandese che consentirà alle emittenti statunitensi di "congelare" un canale durante l'emissione degli spot, rendendo inutilizzabile il telecomandoIn controtendenza con numerosi sistemi studiati appositamente per "oscurare" o saltare la pubblicità durante la visione di programmi televisivi (tra tutti spicca il servizio di registrazione digitale a pagamento Tivo), il nuovo dispositivo targato Philips impedirà qualsiasi interazione con il monitor rendendo obbligatoria la visione dei messaggi promozionali. Immediata la condanna dei consumatori americani, infastiditi da quella che reputano un'intrusione nella privacy e spaventati dall'idea di veder limitata la loro libertà anche davanti alla televisione. Dal suo canto la Philips sostiene che si tratterà di un dispositivo in grado di offrire una libera scelta, sia alle reti tv sia agli utenti. Questi ultimi potranno evitare la pubblicità pagando una piccola somma alle emittenti, che invece potranno tecnicamente "staccare" il dispositivo pro-spot e incrementare gli introiti con una fonte alternativa. (fonte: tgcom.it)

Postato da: ecko alle ore 21:03 | commenti (4)
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Homo Videns

lunedì, 17 aprile 2006

L'uomo con la sua capacità di compiere astrazioni, di elaborare pensieri si è evoluto, così ha alimentato il suo sapere, sino a giungere a HOMO SAPIENS. Con l'avvento della televisione, la quantità di sapere è aumentata, tutto positivo, se non fosse però che l'uomo ha subito una "mutazione genetica". E' diventato HOMO VIDENS. E' cambiato il suo approccio con il sapere, egli ora si nutre essenzialmente di immagini. Si tratta di immagini rapide, incomplete, parziali, ricostruite, distorte, immagini che gli dicono tutto ma non gli spiegano niente. Così accresce il suo bagaglio, restando passivo dinanzi allo schermo, uno schermo che ha annientato la sua capacità critica. Attenzione genitori: potreste allevare dei Video-Bambini! (fonte: mrkokko.blogs.it)

Homo Videns, Televisione e post-pensiero. Libro di Giovanni Sartori. Info: Laterza.it

Postato da: ecko alle ore 21:29 | commenti
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