sabato, 04 agosto 2007
Nella desolazione estiva delle TV italiane (esclusa SKAY, di cui non essendo abbonato non posso dire nulla) si salva la mattina solo Luisella Costamagna su Omnibus, ma l'ho già detto. Ieri in prima serata su RAI 3 una puntata de “La grande storia” è stata particolarmente interessante. Sarà che buona parte mi ha ricordato vita vissuta: gli anni bui del terrorismo, ma anche la grandezza di questo popolo che non sembra ma giudica e sistema, talvolta sbagliando, con l'unica arma che ha il voto tutte le storture di un sistema che può essere , e deve essere, migliorato ma che è sicuramente il più adatto allo sviluppo dell'uomo, la democrazia. Pertini è stato, per l'Italia quello che Giovanni XXIII fu per la Chiesa. Il primo presidente veramente amato e il primo presidente veramente di tutti. È grazie a lui se il “colle” ha perso quella algida lontananza dal popolo. Probabilmente i risultati , ci cui una TV pubblica non si dovrebbe curare, non saranno stati ottimi, il 3 agosto di un venerdì di grande esodo. Però la trasmissione è ben confezionata ed estremamente interessante. Speriamo che continuino a proporcene altre.
Postato da: spartacusdue alle ore 06:06 | commenti
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martedì, 25 aprile 2006
L'idea di trasmettere a distanza immagini trasformate in segnale elettrico fu nel 1842 di un inventore scozzese, Alexander Bain. Ma bisogna dire che alla realizzazione della televisione si è arrivati attraverso una serie di piccoli passi, tutti egualmente significativi. La prima data da citare è il 1876: in quell'anno, il fisico tedesco Eugen Goldstein scoprì che in un tubo a vuoto (cioè un tubo di vetro svuotato dall'aria, nel quale le due estremità erano a un diverso potenziale elettrico) scorreva un flusso di radiazioni che andava dal polo negativo ("catodo") a quello positivo ("anodo"). Quelle radiazioni , che nel punto di arrivo generavano un fenomeno di fluorescenza, furono chiamate da Goldstein "raggi catodici". Poi, nel 1888, il tedesco Heinrich Hertz scoprì le radioonde. Nel 1894 l'italiano Guglielmo Marconi scoprì che un lungo filo verticale collegato a un ricevitore di radioonde rendeva i segnali molto più forti e chiari: era stata inventata l'antenna. Nel 1906 il fisico americano Reginald Fessenden realizzò la prima trasmissione radio a modulazione di ampiezza, e nel 1919 Edwin Armstrong costruì un più efficente ricevitore che negli anni Venti permise di dare il via alle trasmissioni radio pubbliche. Nel frattempo, era stato scoperto che un fascio di raggi catodici modulato da un campo magnetico poteva "dipingere" un'immagine su uno schermo. Nel 1923 l'inglese John Baird realizzò il primo impianto televisivo: sei anni dopo la BBC iniziò le trasmissioni. La prima telecamera vera e propria venne inventata nel 1934, mentre la prima trasmissione a colori venne realizzata nel 1953, negli Stati Uniti.

Postato da: ecko alle ore 19:16 | commenti (1)
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